Musica, non musica, dischi d'artista

A partire dagli anni Novanta il disco in vinile sembrava destinato a scomparire, sempre più marginalizzato e relegato agli scaffali spesso polverosi dei collezionisti e di coloro che avevano vissuto l’era pre-digitale. Invece, da circa 15 anni a questa parte e a dispetto delle previsioni che lo dav...

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Main Author: Fabio Acca
Format: Article
Language:English
Published: Milano University Press 2024-12-01
Series:Connessioni remote
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Online Access:https://riviste.unimi.it/index.php/connessioniremote/article/view/26616
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description A partire dagli anni Novanta il disco in vinile sembrava destinato a scomparire, sempre più marginalizzato e relegato agli scaffali spesso polverosi dei collezionisti e di coloro che avevano vissuto l’era pre-digitale. Invece, da circa 15 anni a questa parte e a dispetto delle previsioni che lo davano per estinto, il vinile ha mostrato una sorprendente vitalità. Gli analisti più attenti ritengono che l’inaspettato recupero del vinile sia dovuto soprattutto alla capacità del disco di travalicare il suo presunto limite tecnologico che ne vincola l’ascolto a una concretezza analogica ingombrante. Anzi, paradossalmente, è stato proprio grazie a questa seduzione materiale, in contrapposizione alla illimitata accessibilità offerta dalla smaterializzazione digitale, che il vinile ha potuto rafforzare il suo status “iconico”, creando uno spazio di interesse verso il quale, fin dal momento dell’acquisto, si proietta il piacere dell’ascolto. In Italia, alcune realtà produttive indipendenti, tra cui Xing con la collezione "Xong", si sono inserite negli ultimi anni in questa rinnovata attenzione per il vinile, producendo "dischi d'artista", un ambito nel quale l’Italia, fin dagli anni Settanta, ha esercitato un ruolo pionieristico, nell'interpretare il disco come esplosione dello specifico visuale, come espansione dei limiti del processo artistico e delle sue rivendicazioni di ricerca sonora, vocale, acustica, tattile e corporea. Una tradizione che ha inizio con le avanguardie storiche, per arrivare fino ai giorni nostri passando per Cage, Fluxus, l’happening, la performance, l’arte concettuale, la Pop Art, la poesia sonora, la ricerca vocale, il minimalismo. Attraverso forme che appartengono anche esplicitamente alla nuova spettacolarità teatrale e alla ricerca in ambito rock ed elettronico "alternative". L'articolo intende tracciare la storia di questa fascinazione per i dischi vinile in campo artistico-performativo, attraverso una contestualizzazione e degli esempi mirati. Come si è sviluppata in Italia fino a oggi e come si rapporta alla cultura digitale in termini non solo di contrapposizione ma di virtuosa convivenza.
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